Pubblicità

Gigi Riva, l’addio al mito del calcio italiano

Si è spento a 79 anni Gigi Riva, il più grande bomber della storia del calcio italiano. Il suo nome è legato indissolubilmente al Cagliari, la squadra che ha portato alla conquista dell’unico scudetto nel 1970, e alla nazionale, di cui è ancora il miglior marcatore di sempre con 35 gol in 42 partite. La sua carriera è stata costellata di successi, ma anche di infortuni e di rinunce, come quella di non accettare le offerte di club più ricchi e prestigiosi per restare fedele alla maglia rossoblù. La sua figura ha incarnato i valori dello sport, della lealtà, della passione e dell’umiltà.

La biografia

Gigi Riva nasce a Leggiuno, sul lago Maggiore, il 7 novembre 1944. A nove anni perde il padre in un incidente sul lavoro e cresce con la madre e i due fratelli. Inizia a giocare a calcio nelle squadre locali, fino a essere notato dal Legnano, che lo acquista nel 1962. L’anno successivo passa al Cagliari, dove rimarrà per tutta la sua carriera, diventando il simbolo e il capitano della squadra sarda. Con il Cagliari vince lo scudetto nel 1970, segnando 21 gol e diventando capocannoniere del campionato. In totale, con la maglia rossoblù, segna 208 gol in 374 partite, record assoluto del club.

Con la nazionale esordisce nel 1965 e si impone subito come il centravanti titolare. Partecipa ai Mondiali del 1966, del 1970 e del 1974, e agli Europei del 1968 e del 1972. Vince l’Europeo del 1968, battendo in finale la Jugoslavia, e si classifica secondo al Mondiale del 1970, perdendo in finale contro il Brasile. In quell’edizione, segna il gol decisivo nella semifinale contro la Germania Ovest, in una partita memorabile finita 4-3 dopo i tempi supplementari. Con la maglia azzurra, segna 35 gol in 42 partite, record imbattuto da oltre 50 anni.

Nel 1976 subisce il suo quarto e ultimo grave infortunio, che lo costringe a chiudere la carriera l’anno successivo, a soli 33 anni. Nel 1986 diventa presidente del Cagliari, ma si dimette dopo una sola stagione. Dal 1990 al 2013 è il team manager della nazionale, seguendo da vicino le gesta degli azzurri. Nel 2019 viene nominato presidente onorario del Cagliari. Muore il 22 gennaio 2024, dopo essere stato ricoverato per un malore.

Lo stile di gioco

Gigi Riva era un attaccante completo, dotato di forza, velocità, tecnica, senso del gol e carisma. Era in grado di segnare con entrambi i piedi e di testa, sfruttando il suo fisico possente e il suo stacco aereo. Era abile nel dribbling, nel tiro da fuori area e nel gioco di sponda. Era un leader dentro e fuori dal campo, capace di trascinare i compagni e di infondere rispetto agli avversari. Era soprannominato “Rombo di tuono” per la potenza dei suoi tiri, che spesso rompevano le reti o i pali delle porte. Era amato dai tifosi per la sua grinta, la sua generosità e la sua fedeltà alla maglia.

L’eredità

Gigi Riva è considerato uno dei migliori calciatori italiani di tutti i tempi, e uno dei più forti attaccanti nella storia del calcio. Ha segnato il record di gol con la nazionale, che nessuno è riuscito a superare, e ha vinto il primo e unico scudetto con il Cagliari, una squadra di provincia che ha sfidato le grandi del Nord. Ha rappresentato un modello di sportività, di umanità e di orgoglio per la Sardegna e per l’Italia intera. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo del calcio e nello sport italiano.

- / 5
Grazie per aver votato!